Equity Crowdfunding: cos’è e come funziona

Cos’è l’equity based crowdfunding? Dove è nato? Qual è la sua storia? Quali sono le leggi che lo disciplinano? Sono solo alcune domande che ci facciamo per i motivi più disparati: dall’interesse personale allo studio, dal sentito dire all’intenzione di sfruttare l’equity crowdfunding per un progetto.

Equity crowdfunding: cos’è?

Una traduzione letterale di equity based può essere “basato sull’equità”, quindi un “finanziamento dal basso o collettivo basato sull’equità”, una tipologia di crowdfunding. L’equity based crowdfunding, o più semplicemente l’equity crowdfunding, consiste nella formazione di capitale di una società che, di fatto, sollecita il pubblico risparmio.

Tipologie di Equity Crowdfunding

Esistono tre tipologie di equity crowdfunding:

  • Club model: i finanziatori appartengono a un club privato che viene costituito per eseguire degli investimenti. In questo caso le azioni dei vari progetti vengono offerte solo agli iscritti al club;
  • Holding model: i finanziatori si consociano in una holding strumentale. Sarà questa persona giuridica a effettuare l’investimento e non più il singolo;
  • Raccolta di sottoscrizioni: il modello scelto dagli Stati Uniti e dall’Italia; viene considerato il più sicuro per il pubblico. Una volta presentato il progetto con le garanzie della sollecitazione del pubblico risparmio, i finanziatori sottoscrivono online le quote o le azioni offerte e diventano a tutti gli effetti soci di chi ha proposto il progetto.

La nascita dell’equity crowdfunding

Qual è stata la prima piattaforma di equity crowdfunding della storia? Chi ha dato il via a questa tipologia di crowdfunding?

La prima azienda è la Grow VC Group che il 30 giugno del 2009 lanciò la versione beta privata proseguendo con l’uscita commerciale a febbraio del 2010 negli Stati Uniti. Successivamente sono nati CrowdCube e Seedrs nel Regno Unito e Exorot.

Come funziona l’equity crowdfunding?

L’equity crowdfunding è basato sulla partecipazione azionaria.

Si usa il crowdfunding per costituire il capitale sociale di un’azienda innovativa nella quale i finanziatori diventano soci del titolare della campagna avendo in cambio delle quote.

Ha come intermediario una piattaforma autorizzata da Consob. Fiscalmente rientra nella sollecitazione al pubblico risparmio.

Equity crowdfunding e decreti legislativi

In buona parte dei Paesi in cui operano i portali di crowdfunding il fenomeno non ha regole specifiche e viene fatto rientrare nell’ambito di discipline già esistenti (servizi di pagamento, appello al pubblico risparmio, ecc.).

L’Italia è stato il primo Paese in Europa ad aver adottato una normativa specifica relativa all’equity crowdfunding. Il tessuto produttivo italiano, forte della presenza di piccole aziende, ha subito un duro colpo dopo la crisi del 2008: era difficile riuscire a ottenere finanziamenti dalle banche. Difficoltà maggiori le avevano le imprese appena costituite, meglio conosciute come startup.

Alle startup, nello specifico quelle innovative, sono state dedicate alcune norme introdotte dal decreto legge n. 179/2012 (convertito nella legge 17 dicembre 2012, n. 221) recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” (noto anche come “Decreto Crescita bis”). Nel disegno del legislatore l’equity crowdfunding è visto come uno strumento che può favorire lo sviluppo delle startup innovative attraverso regole e modalità di finanziamento in grado di sfruttare le potenzialità di internet.

La Consob, che ha adottato il nuovo regolamento il 26 giugno 2013, ha il compito di disciplinare alcuni aspetti del fenomeno con l’obiettivo di creare un ambiente affidabile, in grado di creare fiducia negli investitori.

Piattaforme di Equity Crowdfunding

Le piattaforme online di crowdfunding possono essere di due tipi:

  • Piattaforme web ordinarie:
    • Devono essere registrate nell’apposito registro della Consob;
    • Devono rispettare vari requisiti di onorabilità e professionalità;
    • Possono gestire in autonomia operazioni di crowdfunding per investimenti minimi (500 euro a persona fisica, 1000 euro a persona giuridica);
    • Limite annuale di investimento (1000 euro a persona fisica, 10000 a persona giuridica);
    • In caso di cifre maggiori la piattaforma web ordinaria dovrà collaborare con banche o società di investimento (parte esecutiva dell’investimento applicando procedure MIFID, valutazione del profilo di rischio dell’investitore, l’incasso e le procedure antiriciclaggio).
  • Piattaforme web gestite da banche e società di investimento:
    • Sono già autorizzate a svolgere in via ordinaria attività di sollecitazione di pubblico risparmio;
    • Possono gestire in autonomia operazioni di crowdfunding senza limiti prefissati;

Due casi emblematici: Brewdog e Trampoline Systems

Tra le numerose aziende che hanno sfruttato il modello Equity Based, meritano di essere menzionate due in particolare: Brewdog e Trampoline Systems.

Brewdog: la passione per la birra e l’ Equity Based Crowdfunding

Brewdog, famoso birrificio di Fraserburgh, in Scozia, fondato nel 2006 da James Watt da Martin Dickie, è stata la prima società europea ad aver lanciato una campagna di crowdfunding basata su questo modello.

Nel 2009, grazie a un’Offerta Pubblica Iniziale (IPO) è riuscita a raccogliere circa 750.000 mila sterline nel giro di pochi mesi. Tale campagna di adesione a questo progetto rivoluzionario (Equity For Punks – Love The Beer, Own Part Of The Company), ha ottenuto la partecipazione di oltre 1.500 persone.

In seguito al grande successo conseguito, la stessa azienda ha lanciato un’altra campagna nel 2011, a soli due anni di distanza.

Il secondo progetto, simile al primo per raggiungimento degli obiettivi e per modalità, prevedeva la costruzione di un impianto di produzione nuovo di zecca. Il motivo? La crescita esponenziale che aveva avuto il birrificio negli ultimi anni. In questo caso il successo è stato di gran lunga maggiore, superando addirittura il record ottenuto precedentemente.

La campagna prevedeva la vendita di una serie di azioni al costo di 90 sterline (circa 100 euro), gli acquirenti-finanziatori avrebbero avuto la possibilità di ricevere uno sconto in tutti i pub di Brewdog, oltre che su tutti i prodotti acquistati sul loro sito web.

Si è arrivati a raggiungere, in soli due giorni, la cifra di 500.000 sterline. In un mese, si è superato addirittura il milione di sterline.

Tale esperienza risulta, al giorno d’oggi, veramente straordinaria, perché risulta assolutamente pionieristica. Nessun altro birrificio made in Europe aveva, prima di allora, escogitato un’impresa simile.

Trampoline Systems e la crisi dell’industria del capitale di rischio

La seconda azienda, invece, è la Trampoline Systems, società del Regno Unito con sede a Londra.

Anch’essa, esattamente come l’esempio presentato precedentemente, è divenuta celebre per aver intrapreso la strada dell’equity based crowdfunding.

A causa della grave crisi dell’industria del capitale di rischio, l’azienda ha deciso di lanciare una campagna, composta da quattro step differenti, che avesse come fine ultimo quello di finanziare la crescita aziendale. L’obiettivo finale, da un punto di vista prettamente economico, era quello di raggiungere la cifra di un milione di sterline.

Ad oggi, i primi due step sono stati completati con successo e la società è riuscita a raccogliere circa 500.000 mila sterline. Mentre il primo step è stato completato nell’ottobre 2009 raggiungendo la cifra di 260.000 sterline, con il secondo si è arrivati alla cifra di 350.000 sterline.

Il fatto straordinario inerente a questo successo riguarda soprattutto il periodo storico durante il quale ha preso avvio questa campagna. Stando a quanto afferma Dow Jones Venture Source, il più accurato database sulle aziende sostenute da capitali di rischio, gli investimenti totali negli U.S.A. erano calati, nell’anno 2009, di ben il 36%. Mentre, al di fuori del confine americano, la situazione era addirittura più preoccupante: si parlava del 51% in termini di percentuale